In apertura: la scala dell’antropomorfismo, dall’animale al furry moderno, in una slide del video “FURSONA: Cos’è, come crearla e perché è così importante nel Furry Fandom” di RedFoxy Darrest. Immagini dei rispettivi autori, indicati nella slide.

Nel furry fandom quasi tutto il modo in cui una persona si presenta e si esprime passa dalla sua fursona. Che cos’è di preciso, in cosa è diversa da un personaggio di fantasia qualsiasi o da un cosplay, e perché tanti furry ci tengono così?

In questo articolo vediamo cosa vuol dire avere una fursona, come la si può classificare in base all’aspetto e che rapporto c’è tra una persona e il suo alter ego animale.

L’articolo riprende il video FURSONA: Cos’è, come crearla e perché è così importante nel Furry Fandom, pubblicato sul canale YouTube di RedFoxy Darrest:

FURSONA: Cos'è, come crearla e perché è così importante nel Furry Fandom | Furry Italia

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Che cos’è la fursona: etimologia e concetto

La parola fursona mette insieme gli inglesi fur (pelliccia) e persona. Indica l’animale antropomorfo con cui un furry si rappresenta nella comunità, e che sta per la persona che lo ha creato.

Può essere quasi qualsiasi cosa:

  • Un animale che esiste davvero.
  • Un ibrido di più specie, come il folf, incrocio tra volpe e lupo.
  • Una creatura inventata o mitologica, fino alle specie cibernetiche come i protogen o ai veicoli antropomorfi.
  • Un personaggio preso da un franchise esistente, come Pokémon o Digimon, e personalizzato.

La differenza tra fursona e cosplay

Un cosplayer interpreta per un po’ il personaggio di qualcun altro, per divertimento o per passione. La fursona invece è un personaggio proprio, in cui chi la crea si identifica e che in qualche misura lo rappresenta.

I tre livelli di rapporto con il furry e la fursona

Ognuno vive la propria fursona a modo suo, e lo stesso furry può cambiare approccio con gli anni. Si possono distinguere tre gruppi, con confini sfumati e passaggi frequenti dall’uno all’altro:

  1. L’approccio iniziale (il personaggio). È la fase di chi è arrivato da poco, per curiosità o tramite amici. Il personaggio somiglia a un avatar da videogioco o a una pedina per il gioco di ruolo: ci si è ancora poco attaccati, e specie, colori e sesso cambiano spesso. Alcuni restano in questa fase e continuano a gravitare attorno al fandom, perché quel primo approccio gli basta.
  2. Il furry fandom (l’avatar strutturato). Qui si creano uno o più original character (OC) con un background, un carattere stabile e una storia. La fursona rispecchia chi la possiede, oppure una parte di sé che vorrebbe esplorare, per esempio un lato più estroverso o sicuro che nella vita di tutti i giorni ha paura di mostrare.
  3. L’identificazione profonda (lifestyle, therian e otherkin). In questo gruppo la fursona coincide con la persona al 100% e non è più un personaggio da interpretare: diventa un animale guida, un totem o la forma della propria anima. E siccome la persona cresce nella vita reale, negli anni anche la fursona cambia, nell’aspetto e nel carattere.
Diagramma di Venn con tre insiemi che si intersecano: approccio iniziale, furry fandom e identificazione profonda (lifestyle, therian e otherkin)

I tre livelli si sovrappongono e si mescolano: si può stare a metà tra due gruppi, o in tutti e tre. Diagramma: Furry Italia.

La scala dell’antropomorfizzazione: dall’animale all’umano

Che cosa rende “antropomorfo” un animale? Più che camminare su due zampe o avere le mani, conta la coscienza di sé, cioè la capacità di percepire il proprio “io”, di pensare, parlare e decidere per sé (“penso, dunque sono”).

In base a quanto un personaggio è animale e quanto è umano si può costruire una scala, che parte dall’animale vero e proprio e arriva a figure quasi del tutto umane.

Feral (90% animale, 10% umano)

Hanno corpo e postura da animale, a quattro zampe, ma pensano, parlano e provano sentimenti complessi come gli esseri umani. Esempi classici sono Il re leone, Red e Toby e la protagonista del videogioco Okami.

Slide con la scala da 100% animale a feral: Amaterasu di Okami, Red e Toby e un personaggio feral

Il primo tratto della scala: l’animale (0% umano) e il feral (10% umano). Immagini: Capcom, Disney, TaniDaReal.

Hispo, licantropi e mannari (dal 30% al 60% umano)

Sono creature grosse e muscolose, legate alla mitologia e allo shapeshifting, la capacità di cambiare forma. Hanno ancora l’aspetto di una bestia, ma stanno in piedi su due zampe e possono impugnare oggetti o armi.

Slide con hispo e licantropi tra 30% e 60% umano: lupi mannari, Wolf Link con Midna e Red XIII

L’hispo (30% umano, 70% animale) e i licantropi o mannari (dal 40% al 60% umano). Immagini: Lintufriikki, Nintendo, Square Enix.

Furry classico e furry moderno (dal 70% umano in su)

Fino a 15-20 anni fa l’arte furry puntava soprattutto al realismo, con anatomie e muscoli disegnati con cura. Il furry moderno, sulla scia di Zootropolis o del Robin Hood Disney, preferisce linee nette e pulite, più da cartone animato. In parte è una scelta pratica, perché personaggi così sono più facili da trasformare in fursuit, i costumi.

Slide con furry al 70% umano e furry moderno oltre l'80% umano: illustrazioni anthro, Zootropolis e Robin Hood

Il furry classico (70% umano, 30% animale) e il furry moderno (oltre l’80% umano). Immagini: YuliaLeonovich, DarkNatasha, autumnjaguar, Alessio Scalerandi, Disney.

In questa fascia si nota spesso la differenza tra zampe digitigrade, che poggiano sulle dita e mantengono la forma della gamba animale, e plantigrade, che poggiano tutta la pianta del piede come quelle umane.

Schema delle zampe digitigrade, unguligrade e plantigrade con gli animali di ogni tipo

Zampe digitigrade (canidi, felini, iene), unguligrade (con zoccoli: cavalli, cervi, capre) e plantigrade (orsi, procioni, roditori, esseri umani). Schema mostrato nel video.

Neko e kemonomimi (5% animale, 95% umano)

All’altro capo della scala ci sono figure del tutto umane con pochi dettagli animali: di solito orecchie e coda, come nella cultura pop giapponese, oppure qualche richiamo sciamanico o tribale.

Come creare la propria fursona: consigli pratici

Saper disegnare non è necessario, ma bisogna avere le idee chiare su chi si è, per riuscire a spiegare a un artista cosa si ha in mente. Qualche consiglio per cominciare:

  1. Partire da sé stessi, senza fretta. La prima domanda è “chi sono io?”. Non c’è bisogno di scegliere subito una specie: conviene pensare al proprio carattere (espansivi e affettuosi come un cane, o schivi e indipendenti come un felino?) e cercare l’animale, o il mix di animali, in cui ci si sente a casa.
  2. Non complicare il personaggio per farsi notare. Chi aggiunge colori neon, tatuaggi elaborati o corna enormi solo per attirare l’attenzione spesso ottiene l’effetto opposto: gli artisti fanno fatica a disegnarlo e il personaggio rischia di restare vuoto. Di una fursona ci si ricorda per la personalità di chi la porta.
  3. Dare un significato ai dettagli. Un accessorio, una cicatrice, un colore o un paio di ali dovrebbero esserci per un motivo pratico, o perché significano qualcosa per chi ha creato il personaggio, mentre piacere agli altri non è un buon motivo.

Il valore psicologico: la maschera che rende liberi

Perché la fursona conta così tanto per chi fa parte del fandom? A scuola, al lavoro e in famiglia tutti indossiamo una “maschera sociale” per rispondere a quello che gli altri si aspettano da noi.

La fursona fa il contrario: indossando la maschera del proprio personaggio, molti riescono a togliersi quella sociale e a essere sé stessi. In una comunità che li accoglie e li fa sentire protetti, la fursona aiuta a vincere la timidezza, le difficoltà a socializzare e la paura di essere giudicati, e a volte funziona quasi da terapia.

Il coming out e l’accettazione di sé

Per molti dire ad amici e parenti di essere furry è un coming out, con la paura dei pregiudizi o di restare soli. Il percorso con la propria fursona però insegna che ci si sente liberi quando ci si accetta.

Se un amico ti prende in giro o si allontana per un gusto personale, o per un modo innocuo di essere felice, non è un vero amico. La fursona nasce dalla fantasia e, se va bene, ti riporta a chi sei con un po’ più di consapevolezza e di sicurezza.

Le altre parole del fandom, da fursuit a ref sheet, sono spiegate nel nostro glossario furry.